Economia Politica Proutista

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Concetti Economici
Concetti di economia proutista
Amenità
Le amenità della vita sono quelle cose che rendono la vita semplice. La parola "amenità" deriva dal latino antico amoenus che significa "esaudire il desiderio" o "rendere la posizione piacevole". Amenità significa desideri fisici e psichici. Qualunque cosa soddisferà i desideri fisici e psichici della gente costituirà le amenità del periodo. Alla gente comune dovrebbero essere concesse le massime amenità.
Cittadinanza economica
Si considera cittadino di una determinata zona socioeconomica, con il diritto di possedere i mezzi di produzione e di prendere decisioni riguardanti i piani di sviluppo di quella zona chiunque abbia fuso i suoi interessi sociali ed economici con quelli di quella zona.
Questo implica che chiunque abbia i suoi interessi economici al di fuori della zona dove vive non dovrebbe aver diritto ad influenzare l'economia della zona dove abita.
Allo stesso modo chi vive in una zona per un periodo transitorio, per motivi di lavoro, e non intende stabilirsi durevolmente in quella zona, non dovrebbe avere diritto di decisioni che influenzino l'economia della zona.
Consumo e consumismo
La nostra politica economica è basata sul consumo non sul consumismo.

Prima della teoria keynesiana le teorie classiche erano basate sulla legge della domanda e dell'offerta, la quale stabiliva che la produzione fosse determinata dalla domanda. Con Keynes invece si stabilisce che si può stimolare il consumo, anche con metodi fittizi come la costruzione di opere pubbliche inutili, allo scopo di fornire qualcuno di reddito perché possa spenderlo e riavviare la circolazione del denaro.

Questo capovolge la situazione, si passa da un sistema in cui la domanda (o il consumo) guida gli sviluppi dell'economia, ad un sistema in cui si pilota il consumo allo scopo di spremere il più possibile dalle fasce medio basse. Si passa quindi al consumismo, e si fornisce alle classi economiche più basse solo quel tanto che serve a tenere viva l'economia, manipolando gli acquisti in modo da favorire i grossi investitori. Keynes dice che il reddito nazionale dipende dalla domanda effettiva, e che lo stato deve intervenire manovrando a livello globale le determinanti dell'attività economica.

Si passa da acquirente a consumatore, con la conseguenza di diventare un oggetto invece che un soggetto dell'economia.

Quindi dire "la produzione deve essere basata sul consumo e non sul profitto" significa: "non vogliamo il consumismo, non vogliamo lo spreco di lavoro al solo scopo di far circolare denaro, non vogliamo che le persone ricevano il sussidio di disoccupazione senza fare niente, non vogliamo l'assistenzialismo, non vogliamo che i prezzi siano manipolati da facilitazioni per manovrare il consumo".

Il consumo deve guidare l'economia, e il massimo profitto individuale non sempre corrisponde con il massimo vantaggio economico per le persone.

L'unica forma accettabile di manipolazione dei prezzi per noi accettabile è quella effettuata per mezzo di dazi, solo se lo scambio avviene fra zone in cui non ci sono gli stessi parametri economici. I parametri economici da considerare sono per noi il potere d'acquisto delle persone e la distribuzione dei redditi.

Dire consumo invece che domanda ha una valenza precisa:
Domanda: Quantità richiesta di un dato bene, a un certo prezzo, da parte di un singolo e dal mercato.

Consumo: Destinazione finale, al termine del processo produttivo, di beni o servizi al soddisfacimento dei bisogni umani.

Consumo quindi non è una cosa astratta, come la domanda, che può essere piegata ad interpretazioni keynesiane e quindi di manipolazione dei "consumatori", consumo si riferisce al soddisfacimento dei bisogni umani, non dei bisogni fittizi.

Per soddisfare il consumo una pianificazione della produzione a livello provinciale è importante e indispensabile.
Democrazia Economica
La democrazia economica è per noi il controllo reale delle risorse economiche più che il diritto a partecipare a consigli di amministrazione. Non si tratta di votare su questioni economiche, ma di fare in modo che il possesso delle risorse necessarie a vivere sia diffuso e non concentrato nelle mani di pochi. Crediamo che il controllo diretto di queste risorse non possa essere delegato ad un gruppo ristretto di individui. Per realizzarla è indispensabile che siano soddisfatti almeno i quattro diritti che seguono:

1) Diritto ad avere una condizione economica dignitosa

Garantire a tutti la disponibilità delle minime necessità compresi alimenti, vestiario, abitazione, sanità e istruzione. Il diritto al lavoro è un requisito fondamentale per la garanzia delle minime necessità. Lo stato deve sostenere chi non è in grado di essere autosufficiente. Questo non è solo un diritto individuale, ma anche un necessità per lo sviluppo collettivo.

2) Diritto a migliorare la propria condizione

Incrementare costantemente il potere d'acquisto delle persone ridistribuendo la ricchezza. Sviluppare l'utilizzo delle risorse locali e sostenere la produzione di beni essenziali per soddisfare il consumo dell'intera popolazione.

3) Diritto a controllare i mezzi di produzione

Dare alle persone il diritto di decidere dell'economia locale: DE sostiene e promuove forme di organizzazione del lavoro il più possibile gestite da sistemi basati sulla cooperazione coordinata, che permettano ad ogni lavoratore di essere imprenditore dell'azienda per la quale lavora, partecipando alle decisioni, agli utili e ai rischi.

4) Diritto alla sovranità economica nel territorio in cui si vive

Diritto di controllo delle risorse territoriali e della programmazione economica da parte della popolazione. La sovranità sull'economia e sulle risorse spetta alle persone che vivono in quell'area. Salvaguardia da ingerenze speculative economico finanziarie esterne.
Distribuzione razionale
Dopo aver soddisfatto le minime necessità, il sovrappiù dovrebbe essere distribuito secondo i meriti.
Diversità
Diversità, non identità, è la caratteristica intrinseca della natura. Non esistono nell'universo due oggetti, o due corpi, o due menti o molecole, o atomi identici. Coloro che vogliono rendere tutto uguale vanno contro le caratteristiche intrinseche della natura. Quanti pensano di rendere tutte le cose uguali inevitabilmente pensano la distruzione di tutto.
L'unica forma di uguaglianza da noi sostenuta è quella sociale, dove ogni persona è socialmente uguale agli altri, indipendentemente dalla propria razza, religione, sesso, condizione economica ecc.
Economia
Noi pensiamo che l'economia debba specializzarsi in quattro diverse funzioni:
1. Economia popolare
2. Psicoeconomia
3. Economia commerciale
4. Economia generale

La psicoeconomia è in questo periodo al suo esordio, con studi di autori come Naomi Klein sugli effetti e gli usi della scienza psicologica sull'economia.
L'economia popolare è invece del tutto trascurata in questo periodo, con gli effetti devastanti di crescita della povertà a fronte di crescite, seppure minime, del PIL.
Economia popolare.
L'economia popolare si occupa dei bisogni essenziali della gente in generale come:
1. La produzione
2. La distribuzione
3. La commercializzazione
4. La spedizione
5. L'immagazzinamento
6. La determinazione del prezzo
7. Le vendite
8. Le spese di trasporto
9. La valutazione simulata dei costi di produzione
10. Tutte le attività correlate a questi bisogni essenziali

Ancora più importante, si occupa direttamente della fornitura garantita del fabbisogno essenziale come:
1. Alimentazione
2. Vestiario
3. Abitazione
4. Cure mediche
5. Istruzione
6. Trasporto
7. Energia
8. Acqua per l'irrigazione.

Assicurare il continuo miglioramento e la pronta disponibilità di queste esigenze è lo scopo principale dell'economia popolare.

Il fabbisogno minimo può essere assicurato attraverso il potere d'acquisto garantito che dovrebbe essere sancito dalla Costituzione come un diritto umano fondamentale o cardinale. Questo darà ai cittadini potere legale nel caso in cui le loro esigenze minime non fossero soddisfatte. Dato che l'economia popolare si occupa delle necessità primarie e dei problemi di sussistenza della gente stessa, deve avere la precedenza su altre parti dell'economia.
L'economia popolare dovrebbe occuparsi anche dello sviluppo delle industrie sia a livello privato sia cooperativo. Le industrie private andrebbero limitate quanto a dimensione e sfera d'azione per prevenire la produzione monopolizzata e lo sfruttamento e si dovrebbe chiedere loro di funzionare come cooperative una volta che si siano ingrandite troppo. Le industrie cooperative sono il mezzo migliore per organizzare le persone in modo indipendente così che assumano la responsabilità collettiva del loro sostentamento.

Gli scopi dell'economia popolare sono:
1. La piena occupazione
2. L'estirpazione della povertà di massa
3. Lo sviluppo dell'economia rurale
4. La socializzazione a fasi della terra nelle mani di coloro che lavorano fisicamente od intellettualmente per un'adeguata produzione
5. Programmi di formazione professionale per impartire le abilità che rendano possibile trovare impiego nella località rurale o urbana immediata d'origine
6. Collocamento nel lavoro e trasporto
7. Trasbordo, carico e scarico di qualsiasi materiale anche se non economicamente effettuabile in breve tempo.
8. Si interessa anche della produzione di energia a basso costo e dell'approvvigionamento d'acqua, che sono essenziali se la popolazione deve controllare la propria economia locale.

E anche:
1. Il decentramento economico
2. La dinamicità cooperativa
3. La pianificazione a livello di Provincia.

Psicoeconomia.
Mentre l'economia popolare si occupa soprattutto di garantire i fabbisogni minimi della vita, la psicoeconomia si preoccupa di incrementare il nutrimento psichico della mente individuale e collettiva attraverso un'appropriata attività economica. L'economia popolare sarà la preoccupazione principale dei paesi sottosviluppati od in via di sviluppo, ma la psicoeconomia acquisirà importanza crescente nel futuro una volta che i problemi di sussistenza saranno gradualmente risolti. La psicoeconomia sarà di maggiore importanza in un'economia altamente sviluppata e meccanizzata dove la gente potrà lavorare solo poche ore la settimana ed avere molto tempo libero.

La psicoeconomia ha due rami:
Il primo cerca di debellare le pratiche, i comportamenti e le strutture economiche ingiuste e di sfruttamento. Si contrapporrà ad ogni forma di sfruttamento economico e psicoeconomico e farà sì che la gente si renda consapevole di come i capitalisti, nei loro ruoli singoli o collettivi, sfruttano la società e creano esigenze insane ed artificiali che non soltanto avvelenano la mente ma incoraggiano pericolose abitudini dannose allo sviluppo psichico. Il primo e preminente dovere dell'economia psichica è quello di intraprendere un'instancabile lotta contro tutte le tendenze economiche degeneranti e disumanizzanti nella società.

Il secondo ramo della psicoeconomia sviluppa e migliora il nutrimento psichico delle menti individuali e collettive. Questo ramo è di fatto sconosciuto oggi, ma diventerà un ramo dell'economia estremamente importante nel futuro. Assicurerà equilibrio e bilanciamento a tutti i livelli dell'economia. Troverà soluzioni nuove e creative ai problemi economici per nutrire la massima utilizzazione delle potenzialità psichiche e spirituali.
Economia commerciale.
Questa parte dell'economia si occupa dello sviluppo di mezzi di produzione e distribuzione scientifici ed efficienti che non incorrano in perdite e dove il prodotto superi l'input. Lo scopo dell'economia commerciale è quello di assicurare la massima utilizzazione e la distribuzione razionale delle risorse per il beneficio comune.
Economia Generale.
Sebbene si sia verificato un certo sviluppo sia nell'economia commerciale che in quella generale c'è la possibilità di uno sviluppo ancora maggiore.
La teoria PROUT è a favore di una struttura industriale a tre piani che includa:
1. Le industrie chiave amministrate dallo Stato
2. Le cooperative
3. Le imprese di proprietà privata.
Le industrie chiave funzioneranno su un principio di "né profitto, né perdita". L'economia generale include l'organizzazione della struttura industriale e la coordinazione di una programmazione economica a tutti i livelli per assicurare il benessere collettivo.

Queste quattro parti dell'economia dovrebbero essere integrate ed adattate secondo i principi Neoumanisti per assicurare la massima utilizzazione e la distribuzione razionale di tutte le risorse e per armonizzare il progresso umano con tutta la creazione.
Sovrappiù
Risorse che rimangono dopo aver garantito le minime necessità.